Da qualche parte nel mondo c’è una ragazzina che mi scrive messaggi.

Da qualche parte nel mondo c’è una ragazzina che mi scrive messaggi.

Ciao come state, quando vieni a trovarci, ti aspetto, mi manchi.

E’ una ragazzina con una vita non facile, affrontata con un pieno di ottimismo, spensieratezza e spericolatezza dell’età: qualsiasi cosa accada, stiate sicuri che farà di tutto per divertirsi. Continua a leggere

La frustrazione ingrata di un figlio di Madre Che Legge

la Madre Che Legge ha un Figlio Che Non Legge. Per la Madre Che Legge questo è fonte di velata insoddisfazione: ha seguito i dettami dei pedagoghi, letto ad alta voce dalla più tenera età, visitato biblioteche per bambini, aperto un conto in libreria.

Niente da fare. Continua a leggere

Un post per #tER, turismo Emilia Romagna

Gli amici di Turismo Emilia Romagna questa estate hanno promosso un’iniziativa molto interessante: far raccontare la loro regione attraverso sguardi di persone, uomini e donne che vi sono nati o che semplicemente sono passati per l’Emilia Romagna e ne sono rimasti incantati.
Mi hanno chiesto di partecipare con il mio ‘sguardo’, uscito qualche settimana fa.

Ci metto sempre un po’ a capire se sono soddisfatta di ciò che scrivo, ma ore che è passato un po’ di tempo ho deciso che non me ne voglio dimenticare (ché ultimamente Bologna la sto trascurando, e mi manca).

Metto qui l’inizio: poi, se volete, potete andare a vedere sul sito di tER come va a finire.

Ecco la mia Bologna ‘solo per lavoro’

Allora, in realtà io delle cose belle di Bologna non posso parlare, perché non le conosco. Perché non ho tempo per le cose belle di Bologna visto che io a Bologna ci vado solo per lavoro. Altrimenti me ne starei a Genova: starei con i miei figli, mio marito. Ho le lavatrici da fare, ho i colloqui con gli insegnanti, ho il cane da portare fuori, le bollette da pagare, a Genova: figurati se ho tempo di andare a Bologna per vedere le cose belle.
A Bologna io ci vado solo per lavorare.
Che poi, non è che Bologna vada benissimo per lavorare se vieni da fuori, mi hanno anche avvertito che Bulaggna, la grasa par chi i sta, brisa par chi i pasa, che vuol dire che i bolognesi ti fregano, così ho capito io. Me lo hanno hanno raccontato un paio di conoscenti mangiando gnocco fritto, tigelle e sgabei in quella zona di confine che è l’appennino tosco-ligure-emiliano, terra d’incontri (…).

(Continua a leggere su tER)

Assemblea condominiale (Marchionne non è solo)

Verbale dell’Assemblea di condominio civ. X via Y (palazzo residenziale in zona-bene di ZZZ)

Ordine del giorno: varie ed eventuali

1- Il dott. Rossi, proprietario dell’appartamento int. n. 5, richiede che il portinaio sig. Bianchi dello stabile venga licenziato, con preavviso di 15 gg. in quanto lo ha schiaffeggiato, nell’atrio del palazzo durante l’esercizio delle sue funzioni.
Il dott. Rossi, spinto dai condomini a fornire maggiori dettagli sulla vicenda, spiega che alla richiesta di sostituire una lampadina fulminata nel suo pianerottolo, dopo essersi ripetutamente rifiutato di compiere il suo dovere, il sig. Bianchi lo malmenava, schiaffeggiandolo al volto. Il dott. Rossi riferisce anche di non ricordare precisamente la data del fatto.
Prima di procedere alle votazioni, l’Amministratore richiede autorizzazione a interrogare personalmente il sig. Bianchi per conoscere la sua versione dei fatti.
(CUT)

Verbale dell’interrogatorio effettuato da parte dell’amministratore, dott. Verdi, al Portiere, il sig. Bianchi.

dott. Verdi: “Il dott. Bianchi riferisce che lei si è rifiutato di effettuare la sostituzione di una lampadina durante lo svolgimento delle sue mansioni. Come mai?”

sig. Bianchi: “Il giorno 25 Dicembre, come da contratto, ero in ferie. La mattina, intorno alle 10.00, sono uscito dal mio appartamento e ho visto che nell’androne del palazzo era presente una grossa macchia di pipì di cane. Pur essendo giorno di ferie, ho pensato che era natale, e che, se qualche condomino avesse avuto visite per l’occasione, sarebbe stata di cattivo gusto la presenza della pipì nell’atrio. Sono rientrato nell’appartamento, ho preso secchio e stracci ed ho pulito e disinfettato la macchia. Sono tornato nell’appartamento ed ho riposto i miei strumenti di lavoro. Sono poi nuovamente uscito per riprendere le mie faccende personali. Nell’atrio ho incontrato il dott. Rossi, che mi ha segnalato la presenza di una lampadina fulminata nel suo pianerottolo. Ho fatto presente al dott. Rossi che quel giorno non stavo lavorando, e che avrei cambiato la lampadina nel primo giorno feriale. Il sig. Rossi ha insistentemente fatto notare che la lampadina sarebbe restata spenta per giorni, e che mio dovere era provvedere al più presto alla sostituzione. Ho detto al dott. Rossi che avrei cambiato la lampadina il primo possibile, ma in quel momento stavo recandomi ad un pranzo natalizio dai miei suoceri, e, dopo l’incidente della pipì, non volevo arrivare in ritardo. Il Dott. Rossi mi ha ripetutamente insultato dicendo che ero un nullafacente e che in quanto portinaio del condominio ero pagato per risolvere i problemi del condominio, e che per cambiare una lampadina ci avrei messo pochi minuti, e se non lo facevo era solo perché non avevo voglia di lavorare. Ho ignorato il dott. Rossi e sono uscito in strada per acquistare un vassoio di pasticcini. Circa 20 minuti dopo sono rientrato per prendere la mia famiglia e andare a pranzo dai miei suoceri. Il dott. Rossi era ancora nell’androne del palazzo, e ha ripreso a insultarmi, mettendosi davanti alla porta del mio appartamento e ingiungendomi di andare subito a cambiare la lampadina. Ho sorpassato il dott. Rossi dicendo che doveva andare a farsi i fatti suoi come io stavo andando a farmi i miei. Sono entrato nell’appartamento, ho preso la mia famiglia e sono uscito dalla porta del giardino”.

dott. Verdi: “Il dott. Rossi riferisce che lei la ha schiaffeggiata. Conferma questo fatto?”

il sig. Bianchi tergiversa e fa gesti vaghi. Spinto a fornire una risposta dice: “Nel momento in cui il dott. Rossi si è messo davanti alla mia abitazione, ha messo il braccio e la mano sulla serratura, impedendomi di infilare la chiave. A quel punto, ho spostato la mano del Dott. Rossi. Il Dott. Rossi la ha rimessa. Allora con un gesto ho spinto il braccio del Dott. Rossi contro il suo corpo, e con l’altra mano ho aperto la porta di casa e sono entrato. Forse ho spinto il dott. Rossi bruscamente, ma la spinta è avvenuta sul braccio, e non sul viso”.

dott. Verdi “Era presente qualche altra persona che possa testimoniare l’accaduto? La sua versione diverge da quella del Dott. Rossi, come possiamo stabilire che lei stia veramente dicendo la verità?”

sig. Bianchi “Non era presente nessun altro. Io sto dicendo la verità”.

Verbale dell’Assemblea di condominio civ. X via Y

Ordine del giorno: licenziamento portinaio dello stabile, sig. Bianchi

L’amministratore dott. Verdi, dopo aver presentato il verbale dell’interrogatorio effettuato verso il portinaio, sig. Bianchi, mette ai voti la questione del licenziamento del portinaio stesso.
Dopo le operazioni di voto, per alzata di mano, cinque condomini su otto sono favorevoli al licenziamento. Fra i contrari, la dott.ssa Azzurri (int. 2), chiede di avere la parola.

La dottoressa Azzurri riferisce che è possibile che la mattina del 25 dicembre il suo cane abbia fatto la pipì nell’atrio del condominio. Dice che la questione non ha alcuna rilevanza con l’atteggiamento aggressivo tenuto dal portinaio nei confronti del dott. Rossi, ma che, essendo lei comunque responsabile di un piccolo fatto increscioso, si sente in dovere di intercedere, per una volta e una sola, e concedere una seconda possibilità al sig. Bianchi.

Si procede ad una seconda votazione: sette condomini su otto votano la seconda opzione proposta dall’amministratore: non licenziare il portinaio, ma procedere con l’aggiunta di un’ammenda di otto ore di lavoro non retribuito. Si richiede inoltre che il portinaio presenti le sue scuse ufficiali al Dott. Rossi.

La riunione si svolge all’interno del palazzo, e il sig. Bianchi è stato preavvertito. La dott.ssa Azzurri chiama il sig Bianchi e lo invita alla riunione di condominio.
Il sig. Bianchi, con accanto la moglie, che occasionalmente lo aiuta nella pulizia del palazzo, e i suoi due figli, che abitano con loro nell’appartamento messo a disposizione dal Condominio, in mezzo all’assemblea si rivolge direttamente al sig. Rossi porgendogli le sue più sentite scuse, ammettendo un comportamento sgradevole, maleducato e non professionale, assicurando che il fatto non si ripeterà e ringraziando l’assemblea tutta per la possibilità di dimostrare che l’incidente resterà per sempre un fatto isolato.

L’assemblea viene sciolta.