Senza i morsetti non è vero amore

Sono lì che mi sbaciucchio Berni, faccio le tipiche cose, pernacchio la pancia, smangiuccio il collo. “Senza morsetti non è vero amore”, glie lo ripeto sempre ridendo. E lei anche ride. Quando Nicco era piccolo avevo addirittura un libro di ricette su come cucinarsi i figli, arto per arto, un pezzo di corpo dopo l’altro. 

Berni è un una fase in cui ha sostituito il ‘sì’ con ‘certo’: ‘vuoi giocare con la palla?’ ‘Certo!’, ‘Vuoi mangiare lo yogurt?’ ‘Certo!’, ‘Vuoi andare a letto?’ ‘No’.

Le stiamo insegnando a svolgere le frasi ‘lunghe’, come dice Fabrizio. ‘Acqua vore’ ‘dillo lungo’ ‘Mamma: dai acqua Berni, vore? Acce!’.

Simone dice che io i figli non li educo, li addomestico. E che con sua sorella sono ancora agli inizi. Nessuna volpe e nessun piccolo principe hanno raccontato a Secondogenito il rapporto fra amore e dipendenza, credo che per lui la questione abbia maggiormente a che fare con la sicurezza. Quella dell’abbraccio che arriva anche quando hai sbagliato, quella dell’accoglienza cieca, di quando a scuola non sa le cose, ma vorrebbe saperle e invece che chiederle alla maestra le scrive su un foglietto e me le chiede da sole, senza far vedere a nessuno che non è capace. E io non lo dirò mai a nessuno. Della casa: quella dove si trova tre pasti caldi al giorno, vestiti puliti, protezione dagli asteroidi impazziti, da mostri spaziali e da ritmi di un mondo che ancora non si comprende. In cambio di queste cosette, acconsente a darmi soddisfazione per cose di cui non comprende il senso -grazie, prego, sparecchiare la tavola finito di mangiare-. Addomesticare.

Mi chiedo in quale momento e in quale maniera possa essere arrivata a pensare che la frase detta lunga, il grazie gentile, lo stare a tavola con gli adulti senza disturbare possa aver rappresentato l’idea di un adulto responsabile e consapevole, invece che la soddisfazione momentanea di genitore fiero di mostrare adeguata preparazione. Non vedo perché un serial killer non possa essere educato. Paghiamo il fio di quell’atto di egoismo da noi commesso nell’averli messi al mondo, e a mo’ di subitanea scusa mostriamo che no, che lo stiamo tirando su bene il nostro pargolo, che è responsabile, sarà sicuramente un membro sano e responsabile di una società incomprensibile.  E, come dice Nicco, in fin dei conti l’amore non è altro che frutto dello spirito di sopravvivenza dell’essere umano.

Sopravvivere, addomesticare, prendersi cura, amare.Con i morsetti, s’intende.

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