Lavorare con dolcezza

figlibnOgni tanto mentre guardo i miei figli e penso al lavoro, guardo al lavoro e penso ai miei figli, mi chiedo quale sia, come possa costruire, la giusta via fra questo che faccio e loro che sono.

Ogni tanto mi chiedo quanto questo essere efficienti, efficaci -negare il loro pensiero- lavorare per raggiungere il risultato prefissato attraverso tappe stabilite, nei tempi e modi dovuti: essere brillante e parlare razionale, possa farmi mettere da parte quella che è la mia cifra nel mondo, la parte bella di me che vorrei curare.

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Simulazioni di colloqui di lavoro all’Università di Genova

Ieri mattina ho partecipato a un iniziativa dell’Università di Genova, tenendo alcune simulazioni di colloquio con laureati/laureandi in discipline umanistiche.

E’ stato per me interessante poter parlare di ciò che si studia e si fa all’università, in un contesto semi-formale dove l’obiettivo era il confronto e la conoscenza, e l’ansia da colloquio (leggermente) più tenue.  Continua a leggere

La frustrazione ingrata di un figlio di Madre Che Legge

la Madre Che Legge ha un Figlio Che Non Legge. Per la Madre Che Legge questo è fonte di velata insoddisfazione: ha seguito i dettami dei pedagoghi, letto ad alta voce dalla più tenera età, visitato biblioteche per bambini, aperto un conto in libreria.

Niente da fare. Continua a leggere

Considerazioni sul bullismo: fisico, intellettuale e sociale

Bullismo: comportamento violento che comporta una serie di atti sistematici di prevaricazione, fisici e psicologici. C’è una ‘vittima’, un autore. Spesso osservatori più o meno partecipi, azioni a volte dirette, altre volte indirette, ovvero che tendono a isolare la vittima dal gruppo dei coetanei e impedire lo sviluppo di relazioni.
I bullo, nell’immaginario collettivo, va male a scuola, è grande e grosso e utilizza la prevaricazione per difficoltà a gestire le relazioni in altra maniera.  Continua a leggere