Simulazioni di colloqui di lavoro all’Università di Genova

Ieri mattina ho partecipato a un iniziativa dell’Università di Genova, tenendo alcune simulazioni di colloquio con laureati/laureandi in discipline umanistiche.

E’ stato per me interessante poter parlare di ciò che si studia e si fa all’università, in un contesto semi-formale dove l’obiettivo era il confronto e la conoscenza, e l’ansia da colloquio (leggermente) più tenue. 

Qualche considerazione a caldo:

La domanda che fa più paura è “dove posso leggere qualcosa di tuo”.

Il dettame “vietato scrivere gratis” -se malinteso-genera mostri: alla domanda di cui sopra, venivano taciute collaborazioni con blog di letteratura, siti di informazione locale, addirittura articoli sul giornale del corso di laurea in editoria e giornalismo.

Però così va a finire che uno cerca di capire come scrivi cercando su google, e magari esce il profilo facebook… Non è peggio?

La patente ECDL (o ‘conoscenza pacchetto office’) sono un boomerang. Non offrono alcun appiglio per capire come se la cavi uno col computer, con una analisi dei dati da exel, i fogli stile di world, o altro ancora.

Le cose più interessanti sono scritte negli ‘interessi personali’, o addirittura sono fuori dal curriculum. Persone le cui competenze informatiche presentavano solo la dicitura ‘patente ecdl’ di cui sopra, raccontavano di progetti video realizzati fra amici, montaggi, selfpublishing, creazione indipendente di epub… Competenze che per me varrebbero oro, ma non inserite perché ‘non sono certificate’. Che forse è anche meglio…

Che ciò che avviene nel web, o concerne il web, viene visto come ‘tempo libero’, e i meccanismi editoriali sono pensati come indissolubilmente legati alla tipografia e alla carta stampata. Quindi si tengono segreti. Anche l’html non trova spazio in un curriculum con esperienze umanistiche, figuriamoci l’aggiornamento di un blog. Si fa, e si fanno anche belle cose, ma si tengono segrete.

Che a 25 anni più o meno tutti hanno fatto più lavori di quanti ne abbia fatti io fra i 20 e i 39, molta curiosità voglia di mettersi in gioco.

(l’unica nota negativa, è che se metti due profili sostanzialmente diversi (assistente di redazione e assistente comunicazione/ufficio stampa) e chiedi ‘per quale ti presenti’, se ti viene risposto ‘non ho preferenze vanno bene tutti e due’ pensi che non ci sia idea della differenza fra uno o l’altro. Poi capisci che parla il bisogno di lavoro).

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