Cose che ho imparato (sbagliando) nell’organizzare laboratori di formazione

Fedele al mio detto che gli errori si fanno (anche sul lavoro, anche se ti hanno messo in guardia) ma il vero problema è il ripeterli dopo averli fatti senza imparare dall’esperienza, enumero di seguito una serie di buona pratiche emerse in questi ultimi sette mesi nell’organizzazione dei laboratori di realizzazione ebook di quintadicopertina. Si tratta di buoni consigli che declino in una seconda persona singolare che sono prima di tutto io: 

Seleziona con attenzione i partecipanti in base a obiettivi e programma. Se il corso è per professionisti o aspiranti tali, è meglio evitare i curiosi. Avere un iscritto in più non vale la pena quando l’iscritto ne uscirà insoddisfatto. La sua insoddisfazione, poi, renderà più difficile agli altri partecipanti seguire il corso.

Se prevedi esercitazioni o attività individuali, non caricare ogni docente con più di 9 iscritti. Anche dedicando solo un quarto d’ora a testa a giornata l’impegno totale è di due ore e un quarto. Stabilisci prima in quale modo farlo per non trovarti a dover improvvisare con gli altri partecipanti.

[Regola di massima, adattabile] Cerca di prevedere quote di iscrizione differenziate ma non formalizzarle in base al target (studenti, disoccupati, etc), e soprattutto non fare offerte ad personam. Intanto perché tutti possano avere le stesse possibilità di accesso, secondariamente perché il valore riconosciuto ai contenuti del corso è anche legato al valore economico. Rischi di trovarti persone che lo reputano un importante investimento accanto ad altri per cui rappresenta una amichevole scampagnata.

Valutati e fatti valutare (ma soprattutto valutati, di nuovo). E fallo nella maniera giusta. A breve distanza  i corsisti sono tendenzialmente ancora immersi nell’esperienza vissuta, e parchi di critiche. Trova le domande giuste: chiedi per esempio, dopo sei mesi dall’attività, se stiano mettendo in pratica i contenuti appresi. Imponiti degli obiettivi personali, pragmatici e verificabili. Ad esempio – nel caso degli ebook – la costruzione autonoma di un ePub validato.

Sappi quanto stai spendendo, come e in cosa. Tieni conto di tutto. Analizza il tuo target e la capacità di spesa prima di partire con un corso, e verifica di essere in grado di sostenere la cifra. Anche sui corsi è importante evitare di lavorare sotto-costo, ma se decidi di farlo deve essere una tua considerazione volta a raggiungere i tuoi obiettivi. E’ una tua responsabilità e non dei corsisti.

Anche se c’è massima stima, rispetto e intesa, il lavoro non è un like su facebook. I corsisti fanno affidamento su di te per aumentare le proprie conoscenze e capacità, tu fai affidamento su di loro per sostenere il corso. Se qualcuno per qualche problema improvviso, banale, serio, personale o altro, avverte che potrà pagare solo la mattina stessa del laboratorio, quella persona quella mattina non si presenterà. Non è una regola filosofica, ma una statistica pratica: tre volte è capitato, tre volte la persona non si è presentata, avvisando mezz’ora prima (1), mezz’ora dopo (1), non avvisando affatto (1).

Last(and) least, se nel posto dove tieni il corso c’è una saletta dove fare le pause senza dover uscire al bar, la conversazione (e i ritmi) ne guadagneranno.

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