#Salto14 Mi si nota di più se vado e me ne sto in disparte, se non vado nemmeno o….

… se vado, e poi ne parlo male? 

Va di moda parlar male del Salone del Libro di Torino dopo esserci stati.
Metto da parte l’incazzatura da giorno dopo, quello in cui cala lo stress ma non ancora la stanchezza e salta all’occhio tutto quello che non ha funzionato e poteva andare meglio (wifi più o meno assente, streaming delle tavole manco a parlarne, un trattamento da bambini delle elementari per gli editori-se ho uno stand e voglio mangiare fuori dal Salone perché i tuoi panini Fattoria mi provocano l’ulcera non vedo perché tu debba controllare che non entri/esca più di quattro volte che non siamo ad Alcatraz, e se pensi che io ti voglia fregare facendo entrare frotte di visitatori a gratis col mio pass, beh, nemmeno io allora mi posso fidare di te).

Mi servo della saggezza di Barbara Sgarzi per dire che la norma vale anche qui: se dici che al Salone ci sono solo stupidaggini, è possibile che tu stia seguendo il salone sbagliato.

Prova nel padiglione accanto. Ascolta il panel seguente. Studiati bene il programma prima di venire. Metti da parte il tuo ego, guarda chi c’è, e vedi se può insegnarti qualcosa che non conosci. Chiedi agli altri editori. Se ti rispondono male, cercane degli altri.

Noi abbiamo tenuto uno stand, sostenuto dei costi. Anche in questo caso la questione è semplice: ti ha portato di più di quanto investito? Hai compreso qualcosa di utile che ieri non conoscevi, e non avresti imparato se non avessi avuto lo stand? In caso affermativo, si torna. Altrimenti l’anno prossimo ci impegneremo su altri fronti.
Fabrizio dice che per lui è stato il salone più fruttuoso dei tre cui abbiamo partecipato. Per me è ancora presto per fare un bilancio, lo farò a sangue freddo.

4 thoughts on “#Salto14 Mi si nota di più se vado e me ne sto in disparte, se non vado nemmeno o….

  1. e pensa che i professionali possono entrare una volta sola, se esci (a mangiare fuori, a comprare le sigarette, o per un bancomat – che quello interno a me i soldi non li ha sputati) non puoi più rientrare…
    io avevo da recuperare una persona anziana all’arrivo dei taxi che alla fine ha rinunciato per altri motivi, ma nel caso ero già pronta a pagarmi un biglietto supplementare per rientrare🙂

  2. Bah. Noi, come Simplicissimus, andavamo e non andiamo più da 3 anni. E’ ormai solo una mega-bancarella dove vendere libri a privati cittadini, stop, nient’altro. E rivendico il diritto di continuare ad andarci da privato cittadino / lettore per curiosare e per vedere che no, neanche quest’anno c’è niente di buono, e di parlarne male. Perché non dovrei, che mi si noti o no?

    1. Appunto, due discorsi diversi. Personalmente aborro il cupolone e sto lontana da cookbook, ma come ‘standista’ non posso lamentarmi che offuschino il mio spazio, se Papa Francesco e i libri di cucina vanno alla grande, e del digitale si parla meno. La trovo una fedelissima rappresentazione del panorama editoriale.

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