Facebook e minori, è andata a finire che non ho rispettato le regole

Dopo letture e riflessioni, ho deciso di (far) aprire l’account Facebook al primogenito undicenne.

Le regole di utilizzo impongono un’età minima di 13 anni, ma alla fine l’opportunismo e le mie necessità hanno prevalso.

Necessità: quali? Quella di poter lavorare assieme sull’account, di mantenerne le password, di utilizzarlo come strumento condiviso, come se fosse un libro da leggere. Francamente mi auguro che, a tredici anni, il ragazzetto si rifiuti di darmi le password dei suoi profili sui social network, a tutela della sua privacy anche da quei ficcanaso dei genitori, come età suggerisce.

L’utilizzo? A detta sua,  la prima ragione sta nel poter ‘controllare quel che dicono i genitori di lui in rete’ (e ha ragione!), seguita da ‘restare in contatto con i compagni di classe’. Per me è un luogo che utilizzo per segnalargli tramite link riflessioni, idee e suggerimenti trovati in rete, di cui parlare in seguito, magari a cena (e controllarlo disperatamente, of course). La difficoltà maggiore per ora sta nell’abbondanza di video con animali massacrati, assurdi atti di crudeltà e scempiaggini varie totalmente al di fuori dal nostro comune orizzonte che lo colpiscono pesantemente, oltre al fatto di aver portato mio figlio a mentire sui suoi dati compilando una scheda anagrafica.

3 thoughts on “Facebook e minori, è andata a finire che non ho rispettato le regole

  1. Un altro genitore che cede alla moda del momento… Non ci rendiamo conto di che cazzo di mondo stiamo pian piano creando per il futuro… Un mondo dove si comunica solo tramite tastiere, dove le amicizie sono tutte virtuali e dove il bisogno di mostrare e condividere ogni cazzata della propria vita, prevalga su tutto il resto. Complimenti…

    1. Andrea ti ho letto solo adesso, non era mia intenzione censurarti.

      Libero di pensare quello che vuoi, il proibizionismo per me non paga. Meglio imparare a fare le cose assieme -nell’età in cui ancora si riescono a fare assieme- augurandosi di riuscire a incentivare quel senso critico che gli permetta di usare gli strumenti tecnologici e di non esserne succube.
      La conosci la novella delle papere del Boccaccio?😉

  2. Maria giungo solo ora al tuo post. Sto preparando una tesi che parla proprio dei minori e del loro rapporto coi social network (inclusa la privacy).

    Una prima conclusione dei miei studi – ancora non completi per carità – mi dice che hai fatto più che bene ad aprire il profilo facebook condiviso con tuo figlio, sì da controllarlo, da discuterne e da indirizzarlo, ma mi dice anche che forse è opinabile il fatto che tu l’abbia portato a mentire. Mi rendo conto però – per averla provata sulla mia pelle – che per un ragazzino quel senso di esclusione dal gruppo è molto traumatico.

    Sulla sua privacy mi permetterei di suggerirti di continuare a controllarlo fino alla maggiore età, e non fino ai 13 anni. Magari insegnagli/consentigli in modo graduale a gestire le impostazioni della sua priacy e magari ad avere un controllo gradualmente meno pervasivo fino ai 18 anni, quando potrà ben fare ciò che desidera.

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