L’idea che fa il giro del web in trenta minuti…

Si muove agilmente, tocca tasti sensibili, raccoglie l’entusiasmo dei lettori opponedosi ai giochi di potere, porta una ventata di novità, inficia sulle decisioni politiche.

Ma non sempre potrebbe essere una buona idea, o per lo meno non sta al web decretarne la veridicità.

(Una teoria che in poche settimane si è conquistata le prime pagine dei giornali di tutto il mondo e ha modificato l’agenda della ricerca scientifica. Giusta o sbagliata che sia -e solo i ricercatori lo potranno dire- l’impatto in rete è sempre stato inversamente proporzionale rispetto all’accoglienza da parte della comunità scientifica.

Se ne parlava già in rete da setttembre 2009, i primi di dicembre 2009 è esplosa sui social network grazie a un’intervista mandata i onda su una tv canadese, a fine Dicembre i gruppi internazionali e nazionali su Facebook erano quotidianamente presenti sulla stampa e e influivano sulle decisioni politiche.

Gli elementi per un web-successo c’erano tutti: pionieri contro i poteri alti, la possibilità di una ‘soluzione finale e definitiva’ per una grave problema di salute per cui da decenni non si trova una cura, la terminologia utilizzata, le storie di vita, la partecipazione ‘dal basso’. Però fuori dalla rete le opinioni degli esperti sono sempre state nettamente discordanti).

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