EbookLab, uno spazio per tutti

Troppo moderni, troppo avanti, troppo slegati dalla realtà dei fatti? Oppure troppo pragmatici, terra-terra, privi di ambizioni, progetti e proposte innovative?
L’Ebooklab Italia 2011 è stato un ottimo esempio di come sia possibile coniugare il digitale parlando dell’editoria ‘del futuro’ (a onor del vero tanto prossimo da esser quasi presente) con un’approccio analitico ben ancorato al mercato, alle possibilità e alle dinamiche editoriali presenti.

Dalle applicazioni didattiche altamente innovative di Max Whitby (CEO Touch Press) ai Music Album di Luca Pianigiani (Jumper.it) realizzabili e realizzati oggi, qui in Italia. Dagli obiettivi a lungo termine e il prestito bibliotecario a ciò che realmente si muove, senza dimenticare le tematiche correlate al diritto d’autore, i DRM, ai micropagamenti, alla pirateria, al selfpublishing e alla scuola.

Insomma si è parlato di tutto, e il visitatore aveva ampia gamma di scegliere fra le tematiche proposte e seguirle in sala assieme agli altri, al piano inferiore comodamente seduti sul divano dagli schermi televisivi (lo ammetto: il mio luogo di riposo), o attraverso il web.

Personalmente, ho seguito con interesse le tavole sulla distribuzione e gli stores digitali il primo giorno, dove ho finalmente trovato risposta a due esigenze ‘forti’ di Quintadicopertina: l’apertura di un canale di distribuzione in America (si parla tanto di internazionalizzazione del mercato, ma ad oggi non era semplice essere presenti in altre nazioni), grazie ad un accordo fra Simplicissimus e Barnes&Noble, e la nascita di ‘Stop’, una prima edicola specificatamente volta al digitale, sempre di Simplicissimus, dove troverà collocazione anche Alfabeta2 e le nostre prossime riviste. Ne sono particolarmente soddisfatta, perché vedo -in un mercato ampio, fra dinamiche forti dove noi rappresentiamo una realtà veramente piccola- che anche le nostre esigenze riescono a trovare risposte efficaci e strumenti utili.

Venerdì, nonostante l’ansia del luogo, ho tenuto il mio breve intervento sulle opportunità per noi epublisher indipendenti, prendendo un paio di spunti dalle tavole precedenti. A cominciare dall’affermazione di Riccardo Cavallero di Mondadori (ho sorvolato sui suoi dubbi sul destino dei ‘simpatici e veloci nuovi operatori del digitale che avranno un tasso di mortalità piuttosto elevato’: ne riparleremo fra un paio d’anni).
Le sue parole sull’ebook più ‘consumabile’ che ‘conservabile’, magari destinato ad un utilizzo quasi usa-e-getta avevano suscitato ampio dissenso.
In realtà io editore non posso dare per scontato che il contenuto che distribuisco ai miei lettori oggi sia utilizzabile anche sugli ereader futuri e non è cosa da poco, ma non ha nulla a che fare con la conservazione dei contenuti e della cultura, quanto con la fruizione da parte del lettore finale.
Devo anche dire che, quando a diciassette anni leggevo ‘Nessuno scrive al Colonnello‘, preso in prestito dalla libreria di mia madre e mai ‘mio’, poco me ne importava, l’importante era l’atto della lettura e il piacere subitaneo che ne derivava. Mi piace l’idea di un libro ‘consumato’, bruciato, divorato, mangiato e poi digerito.

Abbiamo anche parlato di selfpublishing e ci siamo chiesti se dobbiamo averne paura, e qui la mia risposta è un ‘no’ secco, perché rappresenta una scelta dell’autore che mi pare indicata in specifiche situazioni, e come editore digitale sta a me creare un progetto editoriale dove testi materiali e narrazioni trovino una collocazione e del valore aggiunto: quella di Quintadicopertina è l’idea di una editoria che può divenire sempre più ‘partecipata’, in rete: con gli editori tradizionali, con chi fa informazione, con il mondo culturale nel web e l’associazionismo nel territorio.

Per il resto, nuove conoscenze con volti che ho subito riconosciuto amici anche se non ci eravamo mai visti e di ritorno una nuova partenza con rinnovato entusiasmo. Mi resta solo il rammarico di non aver chiesto direttamente a Fernando Mantovani di laFeltrinelli.it perché nel loro store non accettano gli editori esclusivamente digitali, ma sarà per la prossima occasione.

2 thoughts on “EbookLab, uno spazio per tutti

  1. Si da per scontato che l’italiano sia diffuso solo in Italia, eppure ci sono vaste comunità all’estero, penso al Canada con giornali e tv in italiano, che potrebbero voler comprare anche degli ebook in lingua originale

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...