#FailedGenova, come allontanare cittadini e turisti da servizi e cultura

Troppi cittadini si sentono in diritto di utilizzare i servizi pubblici? Le strutture turistiche sono infastidite da un continuo flusso di visitatori e turisti? Nessun problema: ecco alcune piccole iniziative intraprese per aumentare le distanze fra città, servizi pubblici e offerta culturale, e diminuirne l’utenza.

Il sottomarino Nazario Sauro come la sorpresina delle patatine

Ieri ho portato il seienne a visitare il sottomarino Nazario Sauro al Porto Antico. Credevo che i motivi per cui volessi vedere solo il Nazario Sauro e non il Museo del Mare fossero fatti miei, invece no. Anzi, sì: certo che puoi visitarli separatamente, ma devi acquistare il biglietto unico cumulativo. Ancor più precisamente, con un biglietto puoi visitare il Museo del Mare, ma per salire sul Nazario Sauro devi farne uno per entrambi. Come la sorpresina delle patatine, però a pagamento.

Però, come dice gentilmente la cassiera, non è necessario vedere anche il MuMa, si fa il biglietto che tanto vale un anno, e poi si passa direttamente al Nazario Sauro. Una visita da un quarto d’ora -tanto dura l’audioguida che ti viene consegnata gratuitamente(?) con il biglietto d’ingresso- per 28 euro per un adulto e un bambino (o 26 con qualche tessera-sconto).

Ho ceduto al ricatto perché lo avevo promesso al seienne ma l’altro non ce lo porterò, semplicemente perché il costo non è sostenibile per un genovese che voglia passare la domenica pomeriggio a portar figli per musei. E’ un investimento cui non posso fare l’abitudine. Fuori, un gruppo di turisti inglesi mi ha avvicinato per chiedermi se potevo comprare i loro biglietti timbrati per il Nazario Sauro e ancora utili per il MuMa, a metà prezzo e poi rivenderli in seguito. L’imbarazzo era condiviso.

#failed Genova Cultura e Turismo

L’AMT non si fida dei suoi clienti, deve salvaguardare la faccia

Poche settimane fa a Genova il biglietto del bus è passato da 1,20 euro a 1,50. Tralasciamo il fatto che siamo la città con il biglietto più caro in tutta Italia, primato che abbiamo su diversi servizi pubblici come mense scolastiche, mentre ci accontentiamo di un secondo posto dopo Bolzano per gli asili nido: l’aumento è avvenuto in contemporanea ad altre città, esempio a Bologna si è passati da 1 euro a 1,20.

Sul web ho letto il singolare racconto di un cittadino bolognese che descriveva -il giorno prima dell’aumento- lunghe file di persone per acquistare carnet da un euro. Quei venti centesimi di differenza sul bilancio familiare pesano, e se magari hai qualche figlio cerchi di ritardarne l’effetto di qualche settimana. O forse massaie e pater familiae sono sono avidi disonesti che cercano di turlupinare i servizi pubblici? Magari invece si teme un giro di ‘spaccio’ di biglietti a venti centesimi di meno, che sicuramente andrà a incidere pesantemente sulle casse dell’Azienda Trasporti? L’AMT a Genova ha evitato tutto questo con un’abile mossa: i biglietti da 1,20 da un giorno all’altro non sono più validi. Punto. Loro non te lo dicono: ti dicono che valgono ancora, ma che devi andare a cambiarli, dal primo marzo (un mese dopo l’aumento) solo ed esclusivamente presso uno dei centri AMT. Il risultato è che il cittadino che ha sempre pagato regolarmente i mezzi e si trova anche solo con uno o due biglietti del bus deve farsi sostituire il titolo di viaggio previa pagamento della differenza, perdita di tempo, e probabilmente acquisto anticipato di un nuovo titolo di viaggio per andare a effettuare la sostituzione. Il cittadino viene penalizzato ma l’immagine della città è salva: da noi le folle in coda non si sono viste.

#failed Genova AMT servizi e trasporti

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