Quintadicopertina è partita, gli ostacoli lasciati alle spalle

Avvertenza: questo post è lungo, dannatamente lungo.
Se ne avete uno, scaricatevelo e leggetevelo sul vostro ebook. Vi metto in fondo il .pdf

La ‘scommessa del 2010’ è cominciata: la casa editrice digitale quintadicopertina, progetto su cui sto lavorando assieme ad un gruppetto di persone curiose del mondo e della scrittura, è finalmente attiva e on-line.
La fase preparatoria è stata lunga, più lunga di quanto ci fossimo immaginati un anno e mezzo fa, ma facevamo sul serio e ci siamo arrivati.

Mi fa piacere chiudere, almeno su questo spazio, il capitolo affrontato fino ad adesso dando un’idea delle difficoltà incontrate nell’apertura e nella gestione, che altri ne facciano tesoro.
Molto spesso in questi mesi ho ascoltato su friendfeed, blog e social network idee interessanti su cosa si potrebbe fare o cosa sarebbe utile fare, ma la realizzazione all’atto pratico non sempre è così immediata.

Prima di tutto una necessaria introduzione: il budget iniziale era minimo, e non sempre ciò che si aveva in testa era realizzabile con quello che si aveva. Paradossalmente credo che sia stato meglio così, ci ha costretto a scegliere, rinunciare e ragionare: se avessimo avuto un budget maggiore avremo fatto più errori.
E poi, il mercato editoriale e digitale è ancora troppo in movimento per poter uscire con un idea fissa e definita, a meno che non si abbia la struttura di una casa editrice pre-esistente o altro a reggere il bilancio, e il fatto di proporci come luogo sperimentale e ‘plastico’ credo sia una risorsa. La massima cura è stata dedicata ai testi, alla fine sono loro che devono essere vincenti.

C’è un interessante libro, ‘Editoria digitale’, di Cacciola, Carbone, Ferri e Solidoro dove nel capitolo IV, ‘Il multimedia management’, a cura di Adriano Solidoro vi è un ampio elenco di tutte le figure professionali necessarie per un progetto editoriale digitale in grande stile. Leggendolo siamo entrati in panico, poi fortunatamente qualcuno si è messo a ridere. Noi tutte quelle figure non ce le abbiamo (anche se le abbiamo consultate tutte) e personalmente sono convinta che, allo stato dei fatti, con l’ipad che bussa alla porta, i cellulari che squillano, le lotte fra editori e distributori, i prezzi da stabilire e altro ancora, una tale armata di professionalità non sarebbe economicamente sostenibile, a meno di non avere il nome di una grande casa editrice dietro e di retribuirle anche per altre attività. Bisogna aspettare uno/due anni per metterle in campo.

Comunque, ecco alcune difficoltà pratiche che abbiamo affrontato:

Dare vita a un’impresa in Italia è lento, burocratico e farraginoso. L’editoria digitale rappresenta il trait d’union fra settori che (ipotizzo) si vogliono continuare a immaginare separati. Uscirne fuori non è semplice, capire quale forma imprenditoriale utilizzare è delirante. Alcune leggi sono interpretate diversamente da Regione a Regione, venirne a capo non è facile e i tempi non sono immediati come si potrebbe pensare.
Un grazie alla Camera di Commercio di Genova e alla nostra commercialista.

L’ebook è veloce: quando uno dei nostri autori ha letto questa frase ci ha chiesto se fossimo pazzi. Ci ha messo più di un anno, immagino quasi a tempo pieno, per produrre settemila pagine intersecate fra loro attraverso undicimila link: immaginare un editing per il testo, un betatesting per i link e fargli passare la validazione per epub non è stato per nulla veloce. L’ebook si produce velocemente, e velocemente si distribuisce: ma la cura per il testo, la struttura, la forma e la produzione dei files finali necessita il suo tempo. Per questo abbiamo deciso di uscire con tre opere, testate e riviste da diverse figure professionali, e non con venti. Di un ebook, senza averlo letto non si può immaginare il lavoro che c’è dietro.

Gli ISBN. Mica facile gestirli al digitale. Abbiamo deciso di attribuirne uno per ogni formato prodotto, come se fossero edizioni differenti. Il problema più grave ci si presenta con la sezione jukebooks (ancora off line al momento del lancio), dove sono contenuti diversi racconti, inizialmente disponibili gratuitamente. Il lettore, letto un breve promo, potrà selezionare quelli che preferisce, e farsi inviare un ‘ebook’ su misura, con il materiale da lui selezionato. Questo vuol dire, se si mettono on line 20 racconti, prevedere tutte le combinazioni possibili fra di essi e attribuire un ISBN ad ogni singolo formato di tutte le combinazioni. La faccenda è tecnicamente infattibile, e gli ISBN hanno comunque un costo.
Noi abbiamo trovato una soluzione, la vedrete quando pubblicheremo la sezione, ma gli ISBN non rispecchiano il contenuto digitale, a volte in divenire. E se tu lettore decidessi dopo un mese di aggiungere un altro testo al tuo ebook, io editore dovrei attribuire un nuovo ISBN? E quando altri racconti si aggiungeranno ai primi?

Ereader, cellulari e presumibilmente ipad sono canali diversi.
Il testo va nuovamente riadattato per ognuno di essi, l’apparato iconografico è da studiare differentemente, da un cellulare o da un ipad ci si può connettere al web e questa può essere contemporaneamente una risorsa o un ostacolo.

L’attribuzione del prezzo.
I prezzi che abbiamo stabilito sono in fascia estremamente bassa (sempre comunque sotto i cinque euro, per diversi testi anche la metà). Sono quelli che, da lettori, vorremo trovare su ogni opera, su carta o su ebook che sia. Prevedono una base di acquirenti molto alta per raggiungere il punto di sostenibilità. Qui la vera scommessa. Per questo abbiamo dato la possibilità, per eventuali afficitionados, di acquistare a un prezzo maggiore una ‘special edition’ di ogni opera contenente i tre diversi files ed alcuni contenuti speciali. Anche per sostenerci, nel breve termine. Se hai uno stipendio maggiore ai 1300 euro netti al mese compra quella per favore.

Cose belle
Vi sono invece due punti estremamente positivi nel lavoro di questi mesi.
Il primo è il rapporto con gli autori. Sarà che la percentuale di diritti di cui usufruiscono si aggira fra il 35% e il 50%, sarà che sono tutti curiosi del mezzo e delle nuove possibilità, ma effettivamente ci siamo divertiti, scontrati e di nuovo divertiti. A nessuna delle persone con cui abbiamo lavorato è mai balzata per la testa l’idea di poter fare a meno di un editore, che verificasse il testo, che provasse i link, che fungesse da confronto. Che si occupasse di ISBN, distribuzione, di comunicazione. A tutti gli autori un grazie perché hanno scommesso su una neo-casa editrice che ancora non vanta canali di distribuzione ampi e grandi conoscenze.

Un secondo fattore positivo è la risposta delle piccole imprese che abbiamo incontrato, che pur conoscendo poco il web, social network, meccaniche dell’editoria e a volte anche gli ebook hanno manifestato subito interesse, voglia di sperimentarsi e di provare. Paradossalmente in questo settore abbiamo cominciato a lavorare ancor prima di partire, anche se in maniera meno visibile. Ma più pratica: nella real life.

Vi aggiornerò fra qualche mese sulle nostre aspettative, e sui primi risultati.

quintadicopertina, la prima fase (pdf)

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